Feste, raduni, incontri, graffiti sui muri e
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Feste, raduni, incontri, graffiti sui muri e "belle vibrazioni" trasmesse dai piatti dei DJ e dalle sfide tra MC: è il verbo del sound system a promuovere l’integrazione raccogliendo sotto la propria chiassosa ala hip-hop made in USA, radici afro-caraibiche e accenti di black music, un coacervo ben esemplificato dall’opera del The Wild Bunch, in pista dal 1982 e gradualmente ampliatosi fino ad includere ben sette membri. Frizioni interne e la volontà di andare oltre la DJ Culture sono poi le cause di una secessione che nel 1988 produce uno spin-off denominato Massive Attack, all’epoca niente più di una line-up in fase di rodaggio vista anche la tiepida accoglienza ottenuta dal primo singolo Any Love.

1982 10 brani, 4h 40 min
📡VLC
# Titolo Riproduzioni
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Presentato da un artwork sul quale campeggia il logo del materiale infiammabile (ripreso da Inflammable Material degli Stiff Little Fingers, 1979), il disco inaugura ufficialmente un nuovo modo di intendere l’hip-hop, calibrato secondo un’accezione downtempo in grado di far dialogare a ritmi pacati dub, soul, elettronica e rap. Lontani dalla complicità con il rock (Run-D.M.C.), dall’urgenza politica (Public Enemy) e soprattutto dalle violente derive gangsta-rap (N.W.A., l’Ice Cube solista), i Massive Attack piegano l’american hip-hop ai dettami del retroterra bristoliano utilizzandone tecniche e strumenti in un’ottica diversa, affine all’idea del locale chic pur non volendo superare la cosiddetta selezione all’ingresso. Le basi fondate su bpm al rallenty appaiono infatti seducenti ma non ballabili, poco adatte al dancefloor e in linea di massima più consone ad un ascolto meditativo in singolo o in compagnia di pochi intimi; loro stessi utilizzano l’espressione "musica per la testa" e noi potremmo cingerla di aggettivi quali riflessiva e ammaliante, morbida come velluto e -inutile negarlo, alquanto stilosa.
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Brillanti artigiani del taglia e cuci in salsa disc-jockey, i tre danno ulteriore prova di arguzia ed eclettica fantasia nella gamma di campionamenti (dai Funkadelic a JJ Johnson opzionando anche la Mahavishnu Orchestra, Al Green, Isaac Hayes e molti altri), uno dei principali aspetti sul quale viene modellato il trasversale animo hip-hop della "non crew". Sì, perché al fianco della triade già menzionata ruotano ospiti amici (l’ex-Wild Bunch Willy Wee, l’immancabile Neneh Cherry) e featuring illustri come Shara Nelson, Horace Andy e l’iconico Adrian Thaws "Tricky", stretto collaboratore e non un full-time member.
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03 - Blue Lines
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04 - Be Thankful for What You've Got
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05 - Five Man Army
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06 - Unfinished Sympathy
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07 - Daydreaming
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08 - Lately
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09 - Hymn of the Big Wheel
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